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Lun Ott 04 2010, 20:45 Da pizzapizza
il "regolamento" del nostro forum prevede che le donne postino almeno un paio di foto e forniscano il contatto di facebook....se nn hanno un contatto di facebook se lo fanno e ce lo forniscono...
Commenti: 47
dizionario sassarese
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dizionario sassarese
- CAZ: “,” (si può tranquillamente sostituire con il simbolo punteggiato della virgola)
- GIRAMI LI GUGLIONI: “ per cortesia gradirei essere lasciato in pace. Grazie”.
- FIGLIORU DI BAGASSA: allusioni dell’interlocutore sulle origini poco nobiliari della madre del ricevente.
- FATTI RI GAZZI DOI: “ le consiglio di non occuparsi di vicende altrui”
- PONI A Bì: mi verserebbe una bevanda. Grazie?
- MI CHE TI PARTO: di questo passo mi costringerà ad usare le maniere forti.
- ESCINE UN GIRO: l’interlocutore fa richiesta , per ragioni di prove tecniche, del veicolo del ricevente per valutarne l’efficienza .
- ESCIMENE DA CULO: l ‘interlocutore fa presente al ricevente che in quella specifica porzione di superficie non sarebbe molto indicato sostare, invitandolo a lasciarla libera.
- A TE LA FAI UNA STORIA: modalità con la quale un individuo, generalmente il maschio, chiede la mano della sua amata.
- A TI METTI? : modalità estrinseca con la quale un individuo vorrebbe ufficializzare l’avvenuto fidanzamento.
- MANCU MOSTHA!!! : purtroppo il cuore dell’amata vergine è gia impegnato, per tanto ,con rammarico si nega al principe.
- MA A CORRERE PERò: in questo altro caso la giovane corteggiata fa presente allo sfortunato condottiero innamorato che sarebbe disposta a far valere tutte le sue doti atletiche pur di sfuggire alla presenza , se pur irresistibile, del nostro principe.
- CAZZ! OGNA TRONCU DI PACIOCCIU: un sussulto fa evidenziare la particolare bellezza di una rappresentanza del gentil sesso.
- OH , EBBè? : salve , come stiamo?
- OH CAZZ EBBè? : come sopra
- COSA GAZZU VUOI? : l’interlocutore si accerta del motivo per la quale un individuo presta le sue attenzioni.
- CAZ, OGNA CECCIU : “Per dinci che cerchio alla testa”. Affermazione con la quale il nostro personaggio ci vuol portare a conoscenza del suo momentaneo stato psico –fisico alterato, probabilmente cagionato dall’eccessiva ingestione di bevande alcoliche locali.
- OCCIO A GA’ L’HAI? L’interlocutore si premura di stabilire l’eventuale riferimento alla sua persona, durante lo svolgersi di un dialogo manifestando palesi intenzioni poco amichevoli.
- OCCIU A ME VI’ R’ HAI: in questo caso l’interlocutore chiede conferma del suo coinvolgimento in un discorso che lo vede protagonista. L’ avvenuta conferma potrebbe provocare reazioni tipo definizione 6 e/o conseguenze affini.
- ARREGGA LA GRAVIGLIA: l’ora di pranzo è vicina per tanto lo chef ricorda che è giunto il momento di cucinare le vivande.“ Per gentilezza mi potresti portare una griglia?”.
- TI NI VARIA UN RAIU: espressione che riporta la memoria alle antiche guerre epiche nobiliari. In questo caso l’interlocutore spera in un imminente avvenuta di un maleficio che porti sconforto nei confronti del suo avversario.
- AZZ! OGNA SEGA: questa espressione paragona l’atto di auto-stimolazione sessuale maschile a un evento particolarmente piacevole , così da sottolinearne la reale situazione emotiva positiva.
- AZZ! OGNA PITORRA: un individuo allo specchio nota che in effetti il suo training procede a gonfie vele e che è particolarmente compiaciuto dell’ampiezza della muscolatura del torace.
- TE!! ARRASTA: in questo caso due conoscenti si incoraggiano nell’aggiudicarsi le pietanze in quanto vi potrebbe essere il rischio che esse terminino( riferimento particolare a feste, cene private , matrimoni o altro).
- NON HAI CUMPRESU UN CAZZU: modo cortese per avvertire che l’ idea che si ha riguardo un determinato avvenimento non corrisponde al vero.
- EBBè MASCì!!!: dal francese “mon cher”(mia cara) stà ad indicare un modo assai cortese e affettuoso per richiamare l’attenzione di una vergine che ha suscitato particolare interesse nel cuore del giovane principe della contea di “Mont rosell”.Questa affermazione può accompagnarsi, o essere preceduta, da un lieve sibilo vocale tipo usignolo conosciuto con il nome di FRùSCIU ( dal verbo fruscià - fischiare).
-PONIMI LA FACCIA IN CURU: l’ interlocutore manifesta una certa irrequietezza causata da un disaccordo verso il ricevente, invitandolo pertanto ad intraprendere un viaggio culturale in un determinato luogo anatomico umano ,così da visionare più da vicino tale archivio ed eventualmente trovare un accordo.
- VAI IN ORA MARA: questa è una tipica espressione gioviale , ma non troppo, di colui che stabilisce un determinato lasso di tempo, in questo caso individuando l’ora, nel quale si spera che avvenga una fatalità allo sfortunato interlocutore.
- Ebbè, ma no zi ni dai?: nel rituale dell’accoppiamento il giovane condottiero, assai propenso, si accerta della disponibilità della principessa nel portare a termine detta procedura
- A fora li pindacci: è in corso una dura e cruenta battaglia tra fazioni avverse.
Allor chè l’una sta momentaneamente avendo la meglio sull’altra tanto da far pensare che vi sia la presenza di stregoni che stiano decidendo le sorti della disputa. Uno dei partecipanti o degli spettatori, invita queste oscure e malefiche presenze ad abbandonare il campo di battaglia.
"Chi tocca la puppa diventa padrino"
chi conosce un vizio,difficilmente lo molla...
"In camminu s'acconza ru barriu"
ho fatto una cazzata. Ma andando avanti le cose s'aggiusteranno...
"Ga no codda parenti no codda nienti"
Chi non conclude in famiglia non lo fa neanche al di fuori...
ovvero:
Diffidate dall' intraprendere operazioni commerciali con parenti
"Chi ti vegghiani oggi si e dumani no" (augurio)
che ti vedano oggi e non nei giorni futuri...
"Zi vidimmu alla Torres!"
ci vediamo presto!
"Ha pigliaddu cazzi pà frusci di trenu"
Si è confuso (versione sassarede di "lucciole per lanterne")
"L'occi che l'arenga e lu cabbu pendura pendura"
(in seguito ad un rutto del proprio interlocutore)
che ti possano diventare gli occhi a forma di aringa e la testa a penzoloni.
"La magnazzona a curu e ri mani che la cazzoffa": (augurio)
che possa soffrire di un irrefrenabile prurito al deretano e le mani
a forma di carciofo così da non poterti grattare.
"Masthiga brodu"
Uomo intelligentissimo, masticatore di liquidi.
"Farazzira finza all'isthazioni"
Tenace, molto tenace, troppo tenace
"Crabbaggiu"
Uomo fine o quasi.
"Tontu chi cazzu d'Ainu"
Persona un po dura di comprendonio
"Alla cazzu di ghani"
cosa fatta "non proprio in maniera idonea"
"Tontu che la nappa"
persona poco furba
"A chi no t'innanndi a Rizzeddu"
esoratazione normalmente rivolta a persone "stravaganti"
"Ti si fozziani l'occi chi l'eba viscì" (augurio)
la tua vista sia lunga quanto il durare di una bollicina d'acqua frizzante...
" Farazzi li vasi "
Abbr. vai a cagher, Portare giù il vaso da notte e svuotarlo nottetempo per la via.
"Zimboina di Santa Maria"
Es. Và li titti chi la z..
Cosa enorme di forma di cupola.
"Curu di marassentu"
Persona che non sta mai ferma. Rompiballe.
Es. Sei un c..
"Ancu ti pissighia l'eba di lu Vajont"
E' l'augurio, a volte affettuoso, di chi si augura che tu possa essere perseguitato da catastrofi, non necessariamente naturali
"Ancu ti pissighia la pallottola di Kennedy" (intonazione sussinca d'obbligo)
Augurio di buona fortuna ...
"Chi ti vegghiani currendi da un'incrocio all'althru a Saraievo"
Augurio di buona fortuna ...
"Chi ti vegghiani currendi curu triccia triccia"
Fuga con umidità nelle terga
“Assè Curruddu e affusthiggaddu”
Ritrovarsi oltre che cornuto, fustigato
"M'hai fattu dui cuglioni cummenti li mirinzani di Logulentu"
Caro amico: sono lieto di ascoltare i tuoi racconti, ma si è fatto tardi ......
"Già no ti sei punti l'occi ……"
espressione usata per indicare una persona che ha scelte raffinate
"a paracqua apertha e culu triccia triccia"
Sei talmente messo male che anche con l'ombrello ti bagni
"Bai, chi vai fiaggu di mogano..."
detto a persona che tramite le sue azioni si è messa nei pasticci, tanto da avere l'odore tipico del legno con cui sono fatte le bare.
"Vai chi li dinà, di manu in manu".
Cortese augurio di buon viaggio recita
“A chi non ti soni in mezzu all'anchi di mamma doja...in chibi ja vinn'è di traffiggu”
Nel traffico, a qualcuno che esagera col clacson:
“Attaccati a lu croccu”
Attacarsi al crocco. Antico strumento metallico incernierato di forma triangolare che chiudeva l'anta senza serratura dei portoni d'ingresso. Utile da appendersi e favorire l'evaquazione di materia solida. Da fare sempre in casa d'altri.
“Lu pani a ga no ha denti”
Chi ha soldi non li sa spendere sicuramente come faresti tu.
“A pagà vè sempri tempu”
Debito che non verrà mai saldato
“Curri curri, già ti pissighi la penna”
Motto di “paperino” buonanima
“Succia muccu"
Uomo infantile
“E gos'hai lu rizzu in busciaccara?"
tipica espressione che indica una persona tirchia...
“và innòrabona”
Augurio sincero
“Và innòrammara”
Sentita Maledizione
“li mani chi la chisgina”
Mani di cenere, mani di incapace, scarsa manualità
"La brèssa di Maria Musina ti si ponghia ……"
"La brèssa di lu bronto soccorso"
Entrambe "augurano" alla persona affrettata una buona fine...(per chi non conosce Maria Musina, è stata titolare di una delle piu grosse agenzie funebri di Sassari negli anni passati...)
“Pidocciu azzaddu"
persona nata povera e, una volta diventata ricca, si dà eccessivamente arie dimenticandosi del suo passato.
"V'hai l'occi più mannu di la ventri"
quando ti servi a tavola, sei solito esagerare con le porzioni, non riuscendo puntualmente a terminare il cibo.
“Ancu ti passia Elena* innantu
* Nome dato affettuosamente alla bitumatrice
" e già ti l’hai posthu lu vinu in freschu!"
Tu si che ti sei sistemato !!
"Ammanteniddi la vronti...non sia chi t'innesciani l'occi!!"
apponi le tue mani sulla tua fronte, al fine di evitare l'espulsione dei globi oculari (causa vibrazioni); rivolto a persona che ha appena emesso, non senza un certo godimento, un vigoroso rutto
"Chi ti tocchiani tutti ri mani di ru mondu!"
che ti tocchino tutte le mani del mondo
"Si ti pongu manu mancu mamma doia ti gunnosci!"
se ti "metto mano" non ti riconoscerà neanche la tua mamma
"Mincia mia a lei!"
che il mio pene possa "arrivare" a lei!
"Ti vozzu ru guru a tana di grillo"
ti faccio il deretano a tana di grillo
"Si ti pigliu ti dronchu!"
se riesco a prenderti ti tronco (la schiena o più genericamente le ossa)
"Ancu ti ni varia un raiu!"
che tu possa essere investito da un fulmine
"Ancu ti ni varia un pisthoni"
"Bedda pacciocciona!"
lett. bella e grande vulva! famil. gran bella ragazza!
"Chissa v'ha dui titti che parini dui cabbi di pizzini!"
quella (ragazza) ha due seni che sembrano due teste di bambini
"Acchì non ti soni lu flauto in pelle?!"
perché non ti suoni il flauto in pelle (pene)? - rivolto a qualcuno che fischia o suona maldestramente e continuativamente il clackson o strumenti musicali (tipico la "chitterra")
"Acchi' non soni in mezzu all'anchi di tua muglieri, chi v'e' più traffiggu?"
perché non suoni in mezzo alle gambe di tua moglie che c'è più traffico - Rivolto a: 1.vigile urbano che fischia ripetutamente; 2.arbitro che durante un partita fischia ripetutamente contro la Dorrese (Torres) 3. automobilista che suona continuamente l'avvisatore acustico
" E lu guru a lu boi?
tipica espressione per far notare ad una persona che sta esagerando con le richieste...
"A piglià pà lu curu v'è sempri tempu, a punilla in curu ch'è un attimu!!"
Detto di chi si fa gioco altrui comodamente, ma ci vuole poco per assestare il colpo!!!
"Faraddi li Candareri, a fora li brasceri"
Come per dire.....adesso che abbiamo finito la festa, rimbocchiamoci le maniche.....
Ovvero …
"L'estate è finita. Lu tempu si farà maru .... Tutti a trabaglià"
Interpretazione meteorologica: detto utilizzato spesso a fine agosto per giustifiacre il tempo di merda ai turisti continentali incazzati.
"Ca si pécca mari si senti ..."
"Se ti offendi, vuol dire che hai una coda di paglia da qui a Porthu Torra"
"E gosa v'hai, l'osso in panza?"
detta a qualcuno molto pigro che non ha voglia di far nulla (soprattutto azioni manuali).
"Li mani chi lu milesu"
Ti si secchino le mani. Dal famoso ambulante di frutta degli anni '60 (Lu Milesu) che essendo focomelico contava i soldi con i piedi
“ha frazzaddu più mince che tacchi di botta”
detto di donna di facili costumi
“a m'innesci da curu ?“
Lett.: “a te ne sposti da vicino a me ?”; "smettila di darmi fastidio"; "lasciami stare"; "forse è il caso che tu vada a farti un giro"; "vaffanculo"
“e can'dè chi mi li torri chissi dinà?”
Domanda impertinente che si solito ottine come risposta: “..e achì un induvinu soggu?!?”
“E gosa hai fattu da culu a nasu?”
Simpatica espressione colorita usata nel momento in cui si sente nell'aria un certo non so che.; La prima gallina che canta ha fatto l'uovo-
“Oh, apri la finesthra chì z'esci la balla!”
Certo che ci credo ………………
"Chi ti vegghiani posthu foggu e isthuddaddu a benzina"
Augurio;forse di origine sussinca
"V'hai più corri in cabbu tu di un paggiolu di ciogga minudda"
Tutto bene con tua moglie ????
“chi ti si magnani li caimani” / “Ti si magnani li cucciucci”
Beneaugurate. Lett. "Che tu finisca sbranato/a dai caimani/cuccioli di cane"
"Arrombaddi alla janna di ru caramasciu" (caramasciu = camposanto dalla località in cui si trova il medesimo)
Rivolto a qualcuno che, colto da un evidente attacco di improvvisa stanchezza, si appoggia in luoghi non consoni (es. la tua macchina nuova, il portone di casa, al muro in una strada stretta).
Ad una ziminata: “e l'acqua non l’avete portata ???”.
Risposte dello ziminere a chiarire che l’acqua non è di casa ……:
"Perché? Le mani sporche c'hai?"
"Non è ora di lavare la macchina"
"No, che il fuoco ci occorre ancora"
"E mica abbiamo detto che facevamo la pasta!"
“Beato l'uomo che arriva si siede e mangia, non paga e dice ciao ciao.”
Constatazione dello Zimiere dopo aver considerato che cucinare lo Zimino è una gran rottura di palle. “Un'ora girendi e rigirendi, lu fummu e lu foggu chi si isthuda”
"Azz compà....e gga si lu magna tuttu chistu pani?" (Tormentone tipico da ziminata)
Declamazione delle immortali parole del bardo da parte dell'arguto di turno, alla vista di un panino (o una spianata solitaria) vicino a 15-20 boccioni di vino.
-Millo mi : del tutto simile a parlando del diavolo spuntano le corna.
A TE LA FAI UNA STORIA: modalità con la quale un individuo, generalmente il maschio, chiede la mano della sua amata.
- A TI METTI? : modalità estrinseca con la quale un individuo vorrebbe ufficializzare l’avvenuto fidanzamento.
-PONIMI LA FACCIA IN CURU: l’ interlocutore manifesta una certa irrequietezza causata da un disaccordo verso il ricevente, invitandolo pertanto ad intraprendere un viaggio culturale in un determinato luogo anatomico umano ,così da visionare più da vicino tale archivio ed eventualmente trovare un accordo.
ma ... in ogni caso vige la legge: SASSARI E BOH!
- GIRAMI LI GUGLIONI: “ per cortesia gradirei essere lasciato in pace. Grazie”.
- FIGLIORU DI BAGASSA: allusioni dell’interlocutore sulle origini poco nobiliari della madre del ricevente.
- FATTI RI GAZZI DOI: “ le consiglio di non occuparsi di vicende altrui”
- PONI A Bì: mi verserebbe una bevanda. Grazie?
- MI CHE TI PARTO: di questo passo mi costringerà ad usare le maniere forti.
- ESCINE UN GIRO: l’interlocutore fa richiesta , per ragioni di prove tecniche, del veicolo del ricevente per valutarne l’efficienza .
- ESCIMENE DA CULO: l ‘interlocutore fa presente al ricevente che in quella specifica porzione di superficie non sarebbe molto indicato sostare, invitandolo a lasciarla libera.
- A TE LA FAI UNA STORIA: modalità con la quale un individuo, generalmente il maschio, chiede la mano della sua amata.
- A TI METTI? : modalità estrinseca con la quale un individuo vorrebbe ufficializzare l’avvenuto fidanzamento.
- MANCU MOSTHA!!! : purtroppo il cuore dell’amata vergine è gia impegnato, per tanto ,con rammarico si nega al principe.
- MA A CORRERE PERò: in questo altro caso la giovane corteggiata fa presente allo sfortunato condottiero innamorato che sarebbe disposta a far valere tutte le sue doti atletiche pur di sfuggire alla presenza , se pur irresistibile, del nostro principe.
- CAZZ! OGNA TRONCU DI PACIOCCIU: un sussulto fa evidenziare la particolare bellezza di una rappresentanza del gentil sesso.
- OH , EBBè? : salve , come stiamo?
- OH CAZZ EBBè? : come sopra
- COSA GAZZU VUOI? : l’interlocutore si accerta del motivo per la quale un individuo presta le sue attenzioni.
- CAZ, OGNA CECCIU : “Per dinci che cerchio alla testa”. Affermazione con la quale il nostro personaggio ci vuol portare a conoscenza del suo momentaneo stato psico –fisico alterato, probabilmente cagionato dall’eccessiva ingestione di bevande alcoliche locali.
- OCCIO A GA’ L’HAI? L’interlocutore si premura di stabilire l’eventuale riferimento alla sua persona, durante lo svolgersi di un dialogo manifestando palesi intenzioni poco amichevoli.
- OCCIU A ME VI’ R’ HAI: in questo caso l’interlocutore chiede conferma del suo coinvolgimento in un discorso che lo vede protagonista. L’ avvenuta conferma potrebbe provocare reazioni tipo definizione 6 e/o conseguenze affini.
- ARREGGA LA GRAVIGLIA: l’ora di pranzo è vicina per tanto lo chef ricorda che è giunto il momento di cucinare le vivande.“ Per gentilezza mi potresti portare una griglia?”.
- TI NI VARIA UN RAIU: espressione che riporta la memoria alle antiche guerre epiche nobiliari. In questo caso l’interlocutore spera in un imminente avvenuta di un maleficio che porti sconforto nei confronti del suo avversario.
- AZZ! OGNA SEGA: questa espressione paragona l’atto di auto-stimolazione sessuale maschile a un evento particolarmente piacevole , così da sottolinearne la reale situazione emotiva positiva.
- AZZ! OGNA PITORRA: un individuo allo specchio nota che in effetti il suo training procede a gonfie vele e che è particolarmente compiaciuto dell’ampiezza della muscolatura del torace.
- TE!! ARRASTA: in questo caso due conoscenti si incoraggiano nell’aggiudicarsi le pietanze in quanto vi potrebbe essere il rischio che esse terminino( riferimento particolare a feste, cene private , matrimoni o altro).
- NON HAI CUMPRESU UN CAZZU: modo cortese per avvertire che l’ idea che si ha riguardo un determinato avvenimento non corrisponde al vero.
- EBBè MASCì!!!: dal francese “mon cher”(mia cara) stà ad indicare un modo assai cortese e affettuoso per richiamare l’attenzione di una vergine che ha suscitato particolare interesse nel cuore del giovane principe della contea di “Mont rosell”.Questa affermazione può accompagnarsi, o essere preceduta, da un lieve sibilo vocale tipo usignolo conosciuto con il nome di FRùSCIU ( dal verbo fruscià - fischiare).
-PONIMI LA FACCIA IN CURU: l’ interlocutore manifesta una certa irrequietezza causata da un disaccordo verso il ricevente, invitandolo pertanto ad intraprendere un viaggio culturale in un determinato luogo anatomico umano ,così da visionare più da vicino tale archivio ed eventualmente trovare un accordo.
- VAI IN ORA MARA: questa è una tipica espressione gioviale , ma non troppo, di colui che stabilisce un determinato lasso di tempo, in questo caso individuando l’ora, nel quale si spera che avvenga una fatalità allo sfortunato interlocutore.
- Ebbè, ma no zi ni dai?: nel rituale dell’accoppiamento il giovane condottiero, assai propenso, si accerta della disponibilità della principessa nel portare a termine detta procedura
- A fora li pindacci: è in corso una dura e cruenta battaglia tra fazioni avverse.
Allor chè l’una sta momentaneamente avendo la meglio sull’altra tanto da far pensare che vi sia la presenza di stregoni che stiano decidendo le sorti della disputa. Uno dei partecipanti o degli spettatori, invita queste oscure e malefiche presenze ad abbandonare il campo di battaglia.
"Chi tocca la puppa diventa padrino"
chi conosce un vizio,difficilmente lo molla...
"In camminu s'acconza ru barriu"
ho fatto una cazzata. Ma andando avanti le cose s'aggiusteranno...
"Ga no codda parenti no codda nienti"
Chi non conclude in famiglia non lo fa neanche al di fuori...
ovvero:
Diffidate dall' intraprendere operazioni commerciali con parenti
"Chi ti vegghiani oggi si e dumani no" (augurio)
che ti vedano oggi e non nei giorni futuri...
"Zi vidimmu alla Torres!"
ci vediamo presto!
"Ha pigliaddu cazzi pà frusci di trenu"
Si è confuso (versione sassarede di "lucciole per lanterne")
"L'occi che l'arenga e lu cabbu pendura pendura"
(in seguito ad un rutto del proprio interlocutore)
che ti possano diventare gli occhi a forma di aringa e la testa a penzoloni.
"La magnazzona a curu e ri mani che la cazzoffa": (augurio)
che possa soffrire di un irrefrenabile prurito al deretano e le mani
a forma di carciofo così da non poterti grattare.
"Masthiga brodu"
Uomo intelligentissimo, masticatore di liquidi.
"Farazzira finza all'isthazioni"
Tenace, molto tenace, troppo tenace
"Crabbaggiu"
Uomo fine o quasi.
"Tontu chi cazzu d'Ainu"
Persona un po dura di comprendonio
"Alla cazzu di ghani"
cosa fatta "non proprio in maniera idonea"
"Tontu che la nappa"
persona poco furba
"A chi no t'innanndi a Rizzeddu"
esoratazione normalmente rivolta a persone "stravaganti"
"Ti si fozziani l'occi chi l'eba viscì" (augurio)
la tua vista sia lunga quanto il durare di una bollicina d'acqua frizzante...
" Farazzi li vasi "
Abbr. vai a cagher, Portare giù il vaso da notte e svuotarlo nottetempo per la via.
"Zimboina di Santa Maria"
Es. Và li titti chi la z..
Cosa enorme di forma di cupola.
"Curu di marassentu"
Persona che non sta mai ferma. Rompiballe.
Es. Sei un c..
"Ancu ti pissighia l'eba di lu Vajont"
E' l'augurio, a volte affettuoso, di chi si augura che tu possa essere perseguitato da catastrofi, non necessariamente naturali
"Ancu ti pissighia la pallottola di Kennedy" (intonazione sussinca d'obbligo)
Augurio di buona fortuna ...
"Chi ti vegghiani currendi da un'incrocio all'althru a Saraievo"
Augurio di buona fortuna ...
"Chi ti vegghiani currendi curu triccia triccia"
Fuga con umidità nelle terga
“Assè Curruddu e affusthiggaddu”
Ritrovarsi oltre che cornuto, fustigato
"M'hai fattu dui cuglioni cummenti li mirinzani di Logulentu"
Caro amico: sono lieto di ascoltare i tuoi racconti, ma si è fatto tardi ......
"Già no ti sei punti l'occi ……"
espressione usata per indicare una persona che ha scelte raffinate
"a paracqua apertha e culu triccia triccia"
Sei talmente messo male che anche con l'ombrello ti bagni
"Bai, chi vai fiaggu di mogano..."
detto a persona che tramite le sue azioni si è messa nei pasticci, tanto da avere l'odore tipico del legno con cui sono fatte le bare.
"Vai chi li dinà, di manu in manu".
Cortese augurio di buon viaggio recita
“A chi non ti soni in mezzu all'anchi di mamma doja...in chibi ja vinn'è di traffiggu”
Nel traffico, a qualcuno che esagera col clacson:
“Attaccati a lu croccu”
Attacarsi al crocco. Antico strumento metallico incernierato di forma triangolare che chiudeva l'anta senza serratura dei portoni d'ingresso. Utile da appendersi e favorire l'evaquazione di materia solida. Da fare sempre in casa d'altri.
“Lu pani a ga no ha denti”
Chi ha soldi non li sa spendere sicuramente come faresti tu.
“A pagà vè sempri tempu”
Debito che non verrà mai saldato
“Curri curri, già ti pissighi la penna”
Motto di “paperino” buonanima
“Succia muccu"
Uomo infantile
“E gos'hai lu rizzu in busciaccara?"
tipica espressione che indica una persona tirchia...
“và innòrabona”
Augurio sincero
“Và innòrammara”
Sentita Maledizione
“li mani chi la chisgina”
Mani di cenere, mani di incapace, scarsa manualità
"La brèssa di Maria Musina ti si ponghia ……"
"La brèssa di lu bronto soccorso"
Entrambe "augurano" alla persona affrettata una buona fine...(per chi non conosce Maria Musina, è stata titolare di una delle piu grosse agenzie funebri di Sassari negli anni passati...)
“Pidocciu azzaddu"
persona nata povera e, una volta diventata ricca, si dà eccessivamente arie dimenticandosi del suo passato.
"V'hai l'occi più mannu di la ventri"
quando ti servi a tavola, sei solito esagerare con le porzioni, non riuscendo puntualmente a terminare il cibo.
“Ancu ti passia Elena* innantu
* Nome dato affettuosamente alla bitumatrice
" e già ti l’hai posthu lu vinu in freschu!"
Tu si che ti sei sistemato !!
"Ammanteniddi la vronti...non sia chi t'innesciani l'occi!!"
apponi le tue mani sulla tua fronte, al fine di evitare l'espulsione dei globi oculari (causa vibrazioni); rivolto a persona che ha appena emesso, non senza un certo godimento, un vigoroso rutto
"Chi ti tocchiani tutti ri mani di ru mondu!"
che ti tocchino tutte le mani del mondo
"Si ti pongu manu mancu mamma doia ti gunnosci!"
se ti "metto mano" non ti riconoscerà neanche la tua mamma
"Mincia mia a lei!"
che il mio pene possa "arrivare" a lei!
"Ti vozzu ru guru a tana di grillo"
ti faccio il deretano a tana di grillo
"Si ti pigliu ti dronchu!"
se riesco a prenderti ti tronco (la schiena o più genericamente le ossa)
"Ancu ti ni varia un raiu!"
che tu possa essere investito da un fulmine
"Ancu ti ni varia un pisthoni"
"Bedda pacciocciona!"
lett. bella e grande vulva! famil. gran bella ragazza!
"Chissa v'ha dui titti che parini dui cabbi di pizzini!"
quella (ragazza) ha due seni che sembrano due teste di bambini
"Acchì non ti soni lu flauto in pelle?!"
perché non ti suoni il flauto in pelle (pene)? - rivolto a qualcuno che fischia o suona maldestramente e continuativamente il clackson o strumenti musicali (tipico la "chitterra")
"Acchi' non soni in mezzu all'anchi di tua muglieri, chi v'e' più traffiggu?"
perché non suoni in mezzo alle gambe di tua moglie che c'è più traffico - Rivolto a: 1.vigile urbano che fischia ripetutamente; 2.arbitro che durante un partita fischia ripetutamente contro la Dorrese (Torres) 3. automobilista che suona continuamente l'avvisatore acustico
" E lu guru a lu boi?
tipica espressione per far notare ad una persona che sta esagerando con le richieste...
"A piglià pà lu curu v'è sempri tempu, a punilla in curu ch'è un attimu!!"
Detto di chi si fa gioco altrui comodamente, ma ci vuole poco per assestare il colpo!!!
"Faraddi li Candareri, a fora li brasceri"
Come per dire.....adesso che abbiamo finito la festa, rimbocchiamoci le maniche.....
Ovvero …
"L'estate è finita. Lu tempu si farà maru .... Tutti a trabaglià"
Interpretazione meteorologica: detto utilizzato spesso a fine agosto per giustifiacre il tempo di merda ai turisti continentali incazzati.
"Ca si pécca mari si senti ..."
"Se ti offendi, vuol dire che hai una coda di paglia da qui a Porthu Torra"
"E gosa v'hai, l'osso in panza?"
detta a qualcuno molto pigro che non ha voglia di far nulla (soprattutto azioni manuali).
"Li mani chi lu milesu"
Ti si secchino le mani. Dal famoso ambulante di frutta degli anni '60 (Lu Milesu) che essendo focomelico contava i soldi con i piedi
“ha frazzaddu più mince che tacchi di botta”
detto di donna di facili costumi
“a m'innesci da curu ?“
Lett.: “a te ne sposti da vicino a me ?”; "smettila di darmi fastidio"; "lasciami stare"; "forse è il caso che tu vada a farti un giro"; "vaffanculo"
“e can'dè chi mi li torri chissi dinà?”
Domanda impertinente che si solito ottine come risposta: “..e achì un induvinu soggu?!?”
“E gosa hai fattu da culu a nasu?”
Simpatica espressione colorita usata nel momento in cui si sente nell'aria un certo non so che.; La prima gallina che canta ha fatto l'uovo-
“Oh, apri la finesthra chì z'esci la balla!”
Certo che ci credo ………………
"Chi ti vegghiani posthu foggu e isthuddaddu a benzina"
Augurio;forse di origine sussinca
"V'hai più corri in cabbu tu di un paggiolu di ciogga minudda"
Tutto bene con tua moglie ????
“chi ti si magnani li caimani” / “Ti si magnani li cucciucci”
Beneaugurate. Lett. "Che tu finisca sbranato/a dai caimani/cuccioli di cane"
"Arrombaddi alla janna di ru caramasciu" (caramasciu = camposanto dalla località in cui si trova il medesimo)
Rivolto a qualcuno che, colto da un evidente attacco di improvvisa stanchezza, si appoggia in luoghi non consoni (es. la tua macchina nuova, il portone di casa, al muro in una strada stretta).
Ad una ziminata: “e l'acqua non l’avete portata ???”.
Risposte dello ziminere a chiarire che l’acqua non è di casa ……:
"Perché? Le mani sporche c'hai?"
"Non è ora di lavare la macchina"
"No, che il fuoco ci occorre ancora"
"E mica abbiamo detto che facevamo la pasta!"
“Beato l'uomo che arriva si siede e mangia, non paga e dice ciao ciao.”
Constatazione dello Zimiere dopo aver considerato che cucinare lo Zimino è una gran rottura di palle. “Un'ora girendi e rigirendi, lu fummu e lu foggu chi si isthuda”
"Azz compà....e gga si lu magna tuttu chistu pani?" (Tormentone tipico da ziminata)
Declamazione delle immortali parole del bardo da parte dell'arguto di turno, alla vista di un panino (o una spianata solitaria) vicino a 15-20 boccioni di vino.
-Millo mi : del tutto simile a parlando del diavolo spuntano le corna.
A TE LA FAI UNA STORIA: modalità con la quale un individuo, generalmente il maschio, chiede la mano della sua amata.
- A TI METTI? : modalità estrinseca con la quale un individuo vorrebbe ufficializzare l’avvenuto fidanzamento.
-PONIMI LA FACCIA IN CURU: l’ interlocutore manifesta una certa irrequietezza causata da un disaccordo verso il ricevente, invitandolo pertanto ad intraprendere un viaggio culturale in un determinato luogo anatomico umano ,così da visionare più da vicino tale archivio ed eventualmente trovare un accordo.
ma ... in ogni caso vige la legge: SASSARI E BOH!

Se rinasco voglio essere etero


pizzapizza- Staff anticit

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Età: 38
Località: casa di pizza
cazzo è?
boh: puppalo
juve:
prova:


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